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Il Turismo

picture   Il Territorio di Ivrea
I cinque Laghi
 

LAGO SIRIO
Il Lago Sirio è compreso nella regione biogeografia alpina a cavallo tra i comuni di Chiaverano ed Ivrea, nella parte Nord dell’Anfiteatro morenico d’Ivrea sul
versante orografico sinistro del bacino idrografico della Dora Baltea: è incluso nel territorio
denominato Canavese Orientale.
La bellezza del luogo costituisce la peculiarità principale del lago: è incastonato in un’area collinare
rocciosa modellata nel Pleistocene dal Ghiacciaio Balteo la cui morena laterale sinistra, Serra
d’Ivrea, domina il paesaggio con i suoi 25 Km di lunghezza. La Serra è sicuramente uno dei pregi
naturalistici maggiori dell’area in quanto è tra le morene laterali meglio conservate d’Europa. E’ caratterizzato da una notevole profondità massima e media in rapporto alle sue dimensioni;( ha
una superficie di 0,31 Km quadrati ed una profondità massima di 46,5 m).
Non esistono immissari in superficie, si presume vi siano delle sorgenti subacquee che lo
alimentano. Tra i cinque laghi del SIC, tutti di origine glaciale, è l’unico ad essere alimentato da una
sorgente ed è il più grande.

LAGO SAN MICHELE
E' il più piccolo dei Cinque Laghi della Serra di Ivrea ed occupa una depressione rocciosa di origine glaciale. Adiacente ad esso è presente un panoramico promontorio dal quale si raggiunge l'ammirevole chiesetta dei Tre Re risalente all'XI secolo.


LAGO PISTONO
IL lago Pistono è compreso tra Ivrea, a nord, e Montalto Dora, ad ovest, e presenta uno specchio acqueo lungo 650 metri e largo 250; è alimentato dal rio Montesino e dalle acque che scendono dai fontanili di Bienca e da quelle di scolo provenienti dalla regione dove un tempo c'era il lago Coniglio, fatto poi prosciugare per favorire l'estrazione della torba. Le acque dell'emissario, che si trova nell'estremo lato Ovest del lago, fornivano la forza motrice al mulino del paese e sono controllate da una diga, la cui azione influenza anche l'andamento del livello dell'acqua dell'invaso. Fermandosi sulle sponde del lago si può ammirare un paesaggio incantevole, quasi fiabesco per la quiete che lo circonda. Alle spalle l'orizzonte è segnato dal profilo rettilineo della Serra, considerata la più bella collina morenica d'Europa, mentre di fronte un'isoletta rende ancora più pittoresco il piccolo bacino d'acqua. Lungo la strada che porta dal Municipio al lago Pistono un altro scorcio particolare è dato dalla fonte intorno a cui è stato ricavato uno spiazzo per il riposo dei viandanti. Fermarsi qui è un'ottima occasione per ammirare anche i tipici tupiun, colonnette in pietra imbiancate con la calce, nate per sostenere i pergolati delle viti, che sono prettamente canavesane.


LAGO NERO
il Lago Nero, il più solitario ed incontaminato dei laghi dell’Eporediese che incastonato tra ripide colline ricche di boschi, rievoca immagini di battaglie ed imboscate nello stile dei più classici racconti di Walter Scott.
Il Lago Nero è alimentato dall'acqua piovana e da due rivoli provenienti dalla parte Nord; l'emissario si trova invece verso Ovest nella direzione di Borgofranco.
Dalle acque del lago emerge un'isoletta, esattamente nella zona a sud dove si specchia il Mombarone e la sua sagoma vi si riflette imperiosa. Questo specchio d'acqua è inserito in uno scenario agreste coronato da una vegetazione molto fitta che rende particolarmente cupo il colore delle acque, da cui il nome.
Non mancano le leggende che bene si adattano a questo ambiente: gli amori felici di Leonora e Gualfredo, del Trovatore e della Castellana nonché la tragica vicenda di Emma e Guiscardo; le storie delle streghe locali (i pé d’oca) che qualcuno giura di vedere ancora oggi, con il dito mignolo fiammeggiante, aggirarsi tra le mura di vecchie case abbandonate e decadenti.


TERRE BALLERINE
Le terre ballerine sono in realtà una torbiera, fase terminale del processo di eutrofizzazione di un lago; in passato, al loro posto, esisteva infatti un lembo del Lago Coniglio. Lo specchio d’acqua in parte si interrò per motivi naturali e in parte venne prosciugato, a fine ‘800, dal Signor Mongenet per permettere l’estrazione della torba, utile come combustibile alle industrie siderurgiche. Sotto lo strato di torba trattenuto dalle radici degli alberi si accumula però dell'acqua, ed è per questo che il terreno ondeggia sensibilmente.
Conservati dalla torba in questo luogo, furono rinvenuti i resti di una piroga, di un'ascia e di una spada in bronzo risalenti all'Età del Bronzo Recente e Finale (1400-800 a.C.), segni inequivocabili della presenza di un villaggio su palafitte.

 
 
 


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